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Se la ratio del liberismo è quella di impedire che un attore, terzo al libero mercato, possa inquinare con il suo potere regolamentare, l’esplicazione integrale del principio basilare della selezione naturale, in virtù del quale a vincere deve essere sempre e solo il più forte, l’intervento dello Stato a favore del perdente, con il suo sostegno finanziario, è da giudicare una violazione di quel principio. In pratica, il liberismo economico ha già fallito ma non lo si vuole ammettere.

 
 


4 ottobre 2017

Mentre la Russia festeggia ancora la vittoria in Siria, aumentano le perdite dei suoi alti ufficiali dell'esercito, vittime di attentati terroristici.









Di Andrea Atzori

Lo avevano promesso gli americani. I soldati russi torneranno in patria dentro a sacchi di plastica.

Gli alti ufficiali uccisi in attentati terroristici in Siria si stanno moltiplicando e il ministero della difesa russa ha già puntato il dito contro l'esercito americano e la coalizione internazionale da questo guidata. La sconfitta sul terreno dei terroristi islamici ha trasformato la tattica militare americana, facendola rientrare nei vecchi schemi della guerriglia sperimentata in Afghanistan.

I servizi di intelligence USA, forniscono ai guerriglieri ISIS le coordinate per piazzare ordigni esplosivi o colpire con colpi di mortaio, con precisione millimetrica, i posti dove operano i militari russi. Queste morti non sono quindi casuali. Sono queste, tecnologie che solo gli eserciti di nazioni molto potenti possono avere. Non rientrano certo nelle potenzialità belliche dello Stato islamico.

Per cui i quadri dirigenti dell'esercito russo, cominciano a interrogarsi. E forse riescono anche a comprendere, finalmente, quanto la presenza militare USA in Siria non sia diretta contro Daesh, ma contro le loro forze militari dislocate in territorio siriano. Insomma, forse si stanno rendendo conto che l'intesa con gli americani sulla guerra contro ISIS, in effetti è solo una sonora fregatura, che serve solo a mantenere in Siria, illegalmente, un potere straniero senza alcuna legittimazione internazionale ma con l'esclusivo scopo di contrastare il successo delle operazioni militari russo-siriane.

Come abbiano fatto i russi a prestare affidamento sugli americani è cosa assai difficile da comprendere. Possibile siano così ingenui? Il fatto però che stiano cominciando ad interrogarsi è già un forte campanello d'allarme di cui si dovrebbero preoccupare proprio gli statunitensi. Un attacco frontale tra russi e americani in Siria sarebbe un modo sicuro di finirla per sempre con queste pericolosissime collusioni, coabitazioni e connivenze, tanto improbabili quanto colme e dense di terribili conseguenze.

Non ho ancora capito se i vertici dell'esercito russo abbiano fatto tesoro dell'esperienza della guerra in Afghanistan oppure se ancora siano esposti agli stessi errori che altra causa non hanno se non la loro incapacità psicologica di vedere negli americani non solo un nemico, ma "il nemico" per antonomasia.

Non riescono a capacitarsi all'idea che una grande guerra contro Washington sia inevitabile e che bisogna cominciare a gestire questo nemico, nell'ottica di questa realtà inoppugnabile. Se Mosca insiste a chiudere gli occhi dinanzi alle continue violazioni della sovranità territoriale siriana da parte di Israele e degli statunitensi, l'unico esito che potrà sortire questo conflitto sarà quello di una sconfitta pari a quella subita in Afghanistan.

I russi, pure dotati di armi micidiali tra le più potenti al mondo, hanno però paura. Preferiscono scappare piuttosto che confrontarsi, da pari a pari, con il nemico dichiarato. La Russia, la nazione più demonizzata, non riesce a demonizzare il suo rivale. Un'insicurezza che le sarà fatale. Colpa di una classe dirigente troppo avvezza ormai, agli agi ed ai lussi del mondo occidentale. Tanto che si riconosce più in occidente che in oriente.

Insomma, pare che Attila, ancora una volta, sia stato bloccato da Leone Magno, come sul Mincio nel 452! I canali tra il Cremlino ed il Vaticano sono attivi come non mai. Andando a scavare si trova sempre sotto, una fiumana di soldi. Altro senso a questo strano fenomeno non esiste. La corruzione è la linfa che fa girare gli affari internazionali.

La salvezza della Russia non sono mai stati i suoi dirigenti, ma come certificato dal presidente dell'Accademia moscovita di storia russa, il suo stesso popolo, solo dopo però avere perso tutte le speranze di salvezza. Dopo, cioè avere subito un attacco diretto al suo stesso cuore. I suoi dirigenti spariranno nelle nebbie della tundra, non lasciando più alcuna traccia. Ciò che sta accadendo è qualcosa di incredibile.

Un fenomeno che sta ai limiti della razionalità umana. Gli osanna per una vittoria ormai conseguita in Siria, si stanno trasformando in una vergognosa ritirata. Mentre il nemico, ad appena due passi, ride senza ritegno. Senza quasi sparare un colpo se non qualche attentato terroristico mirato contro i più alti ufficiali dell'esercito. Una vergogna inaudita. A questi eccessi si giunge quando ci si rifiuta di affrontare, armi in pugno, quel nemico che non fa altro che insistere nelle sue provocazioni.



Nota Bene


Il patriarca ortodosso di Mosca Kirill non perde occasione per raccomandare a Putin di mantenere rapporti di collaborazione con Washington, nella lotta contro l'estremismo islamico in Siria. Russia e Nord-America sono due grandi Nazioni cristiane che, nelle intenzioni di questo capo della cristianità, dovrebbero mantenersi unite e schierate contro tutte le altre religioni. Insomma, ovunque nel mondo, Kirill, non vede altro che conflitti di religione da soggiogare con la forza delle armi, e siccome gli eserciti più forti sono quelli delle Nazioni cristiane, viene facile per lui ottenere la vittoria tanto auspicata. Per questo Putin non ci pensa neppure a mettersi contro USA ed Israele in Siria. Il punto debole di questa neo concezione confessionale degli Stati moderni, che fa sprofondare la politica e le ideologie nella notte dei tempi, è che per gli statunitensi il discorso dei rapporti con i russi è molto diverso anzi antitetico. La demonizzazione della Russia è un fatto ormai assodato e definitivo per tutta la comunità nordamericana. Russia è il male da abbattere, l'occhio di Sauron. In pratica Kirill, non fa altro che portare acqua al mulino del grande nemico della Russia, dichiarata, ufficialmente, dal congresso americano, con provvedimento legislativo, "unico vero, grande nemico degli Stati Uniti d'America". Putin si sa è una creatura di Kirill. Senza il suo sostegno non è nulla; deve obbedire alla lettera le sue raccomandazioni. Dopo la fine dell'Unione sovietica, la Russia è sprofondata in un nuovo impero zarista, reazionario e oscurantista, di stampo e impronta, esclusivamente, religiosa. Ma se questo è Kirill per Mosca, figuriamoci cosa è il tanto, all'apparenza assai premuroso, nei confronti di Putin, Sommo Pontefice Romano. Papa Francesco sta preparando un grande viaggio a Mosca ed ha già inviato il suo Segretario di Stato Card. Parolin al Cremlino, per un approccio sia con Lavrov, ministro degli esteri russo, sia con lo stesso Putin. Dalle informazione fornite dalla Stampa, oggetto dei colloqui è stato, prevalentemente, il panorama politico internazionale, ma in modo assai speciale l'attenzione è stata soffermata sulla guerra in Siria. Quindi, agli sforzi di Kirill, si sono sommati quelli anche più potenti del Vaticano.

Ecco il motivo assai chiaro per cui la Russia non potrà mai mettersi di traverso all'esercito americano in Siria e che dopo avere liberato oltre l'ottanta per cento del territorio dal Daesh, si ritroverà con un pugno di mosche in mano, in quanto sarà costretto a retrocedere dinanzi all'avanzata dell'esercito statunitense, le cui formazioni militari vedranno la strada spianata proprio da quello che i grandi capi della cristianità dichiarano essere l'unico nemico da combattere in Siria, cioè Daesh. Intanto gli alti ufficali generali russi muoiono sotto l'esplosione degli attentati terroristici ordinati dagli americani e commissionati ai tagliagole dell'ISIS.

Quello che noi umani chiamiamo destino non è altro che il disegno partorito dalle menti dei grandi sacerdoti dei vari culti religiosi che si sono succeduti su questo pianeta, fino dalla notte dei tempi. A parte le innovazioni scientifiche e tecnologiche prodotte dalle menti dei grandi geni della scienza, non esistono altri significativi progressi nell'ambito dell'organizzazione umana, rimasta sempre allo stesso livello di quello da cui è governato tutto il mondo animale. In particolare l'uomo copia più dagli insetti che non da altre forme di vita animale. Non per nulla, gli scienziati hanno scoperto che nel DNA umano vi stanno legami molto stretti con quello di Api e Formiche, nonchè dei rettili. Forme di aggregazione elementare che fanno dell'essere umano niente di eccezionale, anzi, direi anche al di sotto di altre specie di viventi tra cui pratiche orride come quelle dell'aborto, sono del tutto sconosciute, mentre viene riscontrato quello del suicidio anche di massa. L'unico sistema politico capace di differenziare l'uomo dalle altre forme di organizzazioni sociali di tipo animale, sarebbe stato quello socialista. Un vero salto di qualità. Che, però, sappiamo come è finito, sotto l'onda d'urto della revanche sacerdotale. Il vero rischio per una guerra mondiale combattuta con gli ordigni nucleari e conseguente fine della vita sul pianeta Terra, sarebbe stato proprio quello di un diniego allo scioglimento dei regimi socialisti. Solo allora, in questa circostanza, la fine del mondo ci sarebbe stata. Ma finchè i clericali saranno sempre ben pasciuti, con le loro banche grondandi danaro, oro e gioielli, le più ricche al mondo, questo rischio non esisterà. Potranno anche morire tutti i generali dell'esercito russo, ma tutto si risolverà in una grandissima abbuffata di parassiti mai sazi a sufficienza.





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